Le esperienze dei nostri allievi

Ho conosciuto ISV due anni fa per puro caso, spinta dalla voglia e la curiosità di iniziare un corso di teatro, e se tornassi indietro farei la medesima scelta. Infatti devo ammettere che con Alessandro e Giuseppe non poteva iniziare meglio il mio percorso ed è anche grazie a loro che la curiosità è diventata passione per un’arte unica.

Fare teatro significa aprirsi a se stessi, conoscersi ed affrontare i propri limiti. Dopo due anni di corso ho capito che lavorare su un personaggio non consiste semplicemente nell’imparare delle battute e recitarle su un palcoscenico. Lavorare su un personaggio infatti significa plasmarlo con le tue emozioni, le tue sensazioni, le tue idee e la tua voglia di improvvisare. Tutto questo all’inizio può spaventare, ma nel mondo del teatro “non so se ci riuscirò non è una risposta” e soprattutto le emozioni provate valgono più di mille paure.

La magia di quest’arte è anche mettere insieme delle persone che non si conoscono e creare un gruppo di amici, con i quali condividere le ansie e le gioie che solo il palcoscenico sa dare. Fare teatro infatti è fondersi nel gruppo, sentire gli altri e muoversi nello spazio insieme e in totale armonia.
Quindi dalla mia esperienza posso dire che il teatro mi ha fatto crescere e mi ha arricchito…il teatro lascia un segno che difficilmente si vuole cancellare.
Claudia
Perché fare teatro? Perché è divertente, perché ti fa conoscere un "te stesso" che non conoscevi, ti aiuta a leggerti dentro, capire le tue potenzialità, e avere più consapevolezza di ogni tua parte del corpo, perché ti fa respirare un'aria sempre nuova, perché ti fa amare così tanto i tuoi insegnanti che fai ti tutto pur di farti accompagnare da loro un altro anno, perché ogni lezione è un viaggio diverso e tu sei parte attiva di quel viaggio, perché incontri compagni insostituibili e crei un legame complice con essi, perché ogni volta che provi lo spettacolo ti diverti come fosse la prima, perché appena prima dello spettacolo il cuore ti esplode nella cassa toracica ma appena inizi a recitare si placa, si gode la scena, e aspetta l'affetto del pubblico alla fine. Ci sono davvero mille motivi, tutti insostituibili per iniziare a fare teatro, e con ISV ho trovato una piccola famiglia ad accogliermi, e tutti siamo cresciuti insieme. Federica B.
Sono giunta alla decisione di iscrivermi ad un corso di teatro per poter esprimere una dote innata (forse l'unica), che fa parte del mio carattere e cioè l'essere istrionica, al punto di provare soddisfazione e piacere nel trovarmi al centro dell'attenzione con gli occhi di tutti puntati addosso.
Ho provato già dalle prime lezioni una sensazione positiva e liberatoria e ho trovato nei maestri preparazione e professionalità. Sono stata soddisfatta del percorso fatto e del saggio svoltosi a giugno al teatro di San Martino, nel quale ho potuto esprimere finalmente la mia vera natura, tarpata il più delle volte da convenzioni o ruoli che la società mi impone.
Gloria
Stupore, paura, emozione, energia.. tutto si è fuso in un mix perfetto. Quella strana stanza, fatta solo di tre pareti, con una quarta che poggia soprattutto sul cuore e sull'anima, è in grado di creare simmetrie e scambi incredibili, un vortice che ferma tempo e spazio e nel frattempo costruisce mondi nuovi. Sei responsabile per te, dei tuoi movimenti e delle parole, ma ancor di più di quelle degli altri, perchè sono i tuoi compagni di viaggio. E non si va da nessuna parte se non tutti insieme... Federica
Il teatro, in questo luogo ero sempre stata comodamente seduta a godermi lo spettacolo che qualcun altro aveva preparato per me, ma mi affascinava il palco, così come i camerini pieni di specchi e l’idea del tumulto, dei trucchi, della tensione palpabile prima di andare in scena. Mi piaceva pensare che si potesse rappresentare qualcosa e trasmettere energia, costruire canali ad alta intensità con i compagni, ma non l’avevo mai provato. Poi mi ci sono imbattuta, quasi per caso, spinta dal consiglio di un’amica.
Sono andata alla serata di presentazione della scuola di teatro ISV (In Scena Veritas, già il nome lascia intravedere obiettivi inaspettati) e sono rimasta incuriosita: dissero che fare teatro era un po’ come aprire qualcosa dentro di sé, magari la porta con la serratura più arrugginita, quella che altrimenti sarebbe rimasta saldamente chiusa ancora a lungo. E allora ho provato: ho aperto qualcosa ed ho lasciato entrare luce e aria, ma che fatica fare ordine. E’ stato divertente, a tratti difficile, mi ha messo davanti ai miei limiti ma mi ha dato gli strumenti per cercare di superarli. Ho trovato qualcosa da dire o da fare anche quando mi sentivo senza risorse.
Mentre si lavora, è un continuo perdere l’equilibrio ma solo per crearne uno nuovo più stabile del precedente, e tra persone molto diverse si genera una rete che sembra d’acciaio, inscindibile. Ancora più sorprendente è che quello che maturi ed elabori non rimane nella sala da prove, ma lo porti con te, ti appartiene, così sei costretto a diventare paziente anche nella vita quotidiana, a cercare nuovi significati nella stessa frase o parola, oltrepassando la noia, cominci ad usare mezzi diversi dalle parole per esprimerti. Il teatro fa scavare a fondo alla ricerca di nuovi modi per comunicare anche quando sembra non ci sia nulla da dare.
Ad un anno di distanza, sono contenta del percorso fatto ed entusiasta di rimettermi a lavoro. Ci vuole impegno e dedizione per restaurare i luoghi impolverati ed abbandonati nascosti dentro di noi ma poi, che soddisfazione, possono essere così piacevoli. E allora se mentre leggi ti stai timidamente chiedendo se anche dentro di te ci sono posti che aspettano solo di essere abitati, bè, il teatro sarebbe la chiave giusta per aprirli.
Marta